
421 - 2025
Il progetto VENEZIA 1600+ che celebra la Fondazione di Venezia, nasce nel 2017 con i primi festeggiamenti in Palazzo Ca'Pier con il mecenate Luigi Checchini, ma ufficialmente è nel 2021 con i 1600 anni della città lagunare che ha permesso, alla NEXT ART, di strutturare la ricorrenza in maniera molto più solida e stabile. Si tratta di un'esposizione artistica, con artisti pre selezionati, di opere realizzate ex novo appositamente per la rassegna. Ogni anno al numero progressivo delle celebrazioni, in questo 2025 sono 1604 anni, viene affiancato un tema e, proprio quest'anno , in occasione dei 300 anni dalla sua nascita vede protagonista l'illustre veneziano Giacomo Casanova.
GIACOMO CASANOVA torna in vita con l'intelligenza artificiale e vi da il benvenuto in questa 5° edizione di VENEZIA 1604 con il tema interamente a lui dedicato, in occasione dei 300 anni dalla sua nascita (2 Aprile 1725).
Con le sembianze realizzate dall'artista digitale EDUARDO SIMONETTI, e con la voce di DANILO LEO LAZZARINI attore, scrittore e consulente storico, il nostro Giacomo Casanova vi accompagnerà attraverso la mostra, in ogni location.
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CURATORE E IDEATORE DEL PROGETTO
Daniele Cellini
CO-CURATORE
Simone De Bortoli
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GUARDA IL SERVIZIO
DI TELEVENEZIA
LE LOCATIONs
Le location 2025 nel quale sono state esposte le opere dedicate a GIACOMO CASANOVA sono:
HANNO ESPOSTO
Serena Duminuco
Mariangela Baraldi
Francesca Richichi
Michele Ros
Valentina Vendrame
Pino Martello
Paula Barta
Antonella Comparin
Sandra Boschetti
Simone De Bortoli
◉ RUZZINI PALACE
HANNO ESPOSTO
Daniele Cellini
Stefania Melis
Simona Dragomir
Mary Pozza
HANNO ESPOSTO
Gianfranco Gasparotto
Cecilia Prete
Cristina Meotto
Lucia Zamburlini
Germana Snaidero
Marta Arnoldo
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IL TEMA
Ogni artista ha realizzato un'opera impersonando GIACOMO CASANOVA: immedesimandosi nel seduttore, gli artisti descrivono l'opera raccontando un aneddoto della sua vita, un aspetto unico, un racconto, ecc. dipingendolo, scolpendolo.
Tutti gli artisti sono stati selezionati da NEXT Art grazie anche al contributo del consulente storico e scrittore Danilo "Leo" Lazzarini.
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PREMIO ATELIER DOMENICO CASTALDI
VINTO DA
MARY POZZA
Opera: IL GIOCO
il Maestro Domenico Castaldi ha scelto l'artista Mary Pozza, la quale ha spiccato tra tutti quelli in esposizione. Il premio consiste in una personale curata dal Maestro Castaldi, allestita nel proprio Atelier di Portogruaro (VE).

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PREMIO "Dalla Tradizione il Futuro"
VINTO DA
LUCIA ZAMBURLINI
Opera: CASANOVA ESOTERISTA
Il premio è stato consegnato all'artista Lucia Zamburlini, la quale ha ricevuto la statuetta da Loana Donà moglie di Luigi Kiko Checchini al quale è dedicato il premio. L'opera ha avuto modo di esprimere tradizione e allo stesso tempo contemporaneità: un acquerello dal titolo "Casanova Esoterista" con le sembianze del consulente storico Danilo Lazzarini. In esposizione al Saturnia & International.
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PREMIO "Televenezia per l'Arte"
VINTO DA
CECILIA PRETE
Opera: CASANOVA - LA REALTA' DIPENDE DALL'IMMAGINAZIONE
Assegnato all'artista piemontese Cecilia Prete che ha espresso con la propria opera l'originalità del tema su Casanova considerando un punto di vista completamente diverso dal solito. Un diorama che rappresenta il seduttore veneziano all'interno di una stanza arredata. L'opera è situata al Saturnia & International.

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L' ESPOSIZIONE ARTISTICA NELLA CITTA' PIU' ESCLUSIVA AL MONDO
Le opere restano esposte dal 25 Marzo per 30 giorni fino al 25 Aprile (festa del Santo Patrono di Venezia), in visione gratuita nelle 3 location allestite da NEXT Art:

H10 PALAZZO CANOVA ****: la lobby al piano terra dell'hotel interamente destinata all'esposizione delle opere selezionate. Una location che crede fortemente nella cultura e nel territorio fin dalle prime edizioni.
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RUZZINI PALACE ****: al piano nobile dell'hotel le opere saranno esposte in un straordinario contesto del XVI secolo ex dimora di Carlo Ruzzini 113° Doge della Repubblica di Venezia.
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SATURNIA & INTERNATIONAL **** : situato nel cuore di Venezia, il Saturnia & International è una dimora storica la cui struttura risale al XIV secolo e coniuga il fascino del passato con i comfort moderni. Un luogo in cui tradizione ed eleganza si incontrano da più di 100 anni, con un occhio di riguardo anche alla sostenibilità.
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SPONSOR PARTNER

Azienda vinicola PONTE 1948 è un’azienda vinicola tra le più importanti d’Italia, si sviluppa tra le province di Treviso e Venezia, zone privilegiate di produzione di Prosecco Doc e Pinot Grigio Doc delle Venezie.
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MEDIA PARTNER

TELEVENEZIA è la TV di Venezia e della sua Area Metropolitana dal 1978. Il palinsesto è caratterizzato da programmi di attualità che danno voce alle realtà del Veneto, senza dimenticare intrattenimento, film e cartoni animati classici. Particolare attenzione viene dedicata all’informazione attraverso il TG Venezia, che tratta le ultime notizie di Venezia e dall’Area Metropolitana: cronaca, politica, eventi, sport, cultura e benessere.
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PARTNER CULTURALE

“Via delle Spezie” è la prima accademia itinerante italiana che ruota attorno al mondo delle spezie. Una scuola nomade che trasmette conoscenza, cultura, storia, educazione alimentare, esperienze sensoriali, passione ed emozione… Attiviamo corsi, eventi e collaborazioni per divulgare origini, proprietà, metodi di coltivazione e raccolta, usi, caratteristiche e curiosità sulle spezie e non solo!
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LE FOTO DELL'EVENTO
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IL MONOLOGO IDEATO E SCRITTO DA DANILO "LEO" LAZZARINI, SCRITTORE, CONSULENTE STORICO E ATTORE.
Quando nacqui, un po’ più tardi veramente,
Una fattucchiera si prese cura di me,
Pregata da mia madre,
Donandomi quella salute che sembrava mancarmi.
E mi piace immaginare che in quel dono,
Seppur dono,
La mia anima contrasse un debito con il mondo, condannandomi a
possedere tutte quelle doti che, il mondo in esse vi si trova
assetato.
Condannandomi a trovar poesia in ogni mio gesto,
in ogni mio dire,
Tanto che l’esser quello che sono,
Più che arbitrio, mi parve obbligo.
E non mi stupii dell’esser quel che sono,
perché di quel che sono ne seppi poco o nulla,
Di quel travaso di cose che dall’alto e dal basso mi giungevano
come marea feconda, qualche volta inopportuna,
Potrei dirvi il come ma non il perché,
E lo stupore è figlio della sorpresa,
mentre quello che fui e ancora sono,
Fu figlio della necessità.
Son famoso forse, per le cose meno importanti della mia vita...
Non che l’amore di una donna,
O di molte, non lo sia...
Non è certo questo che intendo dire,
Ma di quel che ho fatto con le donne, si trattò di reciproco inganno,
di cui non si deve tener conto, perché quando l'amore vien di
mezzo,
di solito, in due ci si inganna.
E di nulla potrei averne colpa, purché colpa non sia il donar
amore...
E mi si permetta un vernacolare appunto nel dir in leggero modo
che io credo che la donna di quell’amor ne gode di più dell’uomo,
Poiché, senza dubbio alcuno,
In casa sua avvien la festa...
Ed io affrontai amando quell’amor come numero,
Si,
Quello sfuggevole P greco che della misura si fa beffe.
Di quel numero dicevo,
che a misurarlo ci si stanca,
di quella stanchezza arrotolata sui ricordi,
Ma che un ansito,
Un sospiro,
ne rinnova la sostanza;
E dimentico del sapere,
E del “già provato”,
Ancor si riprova a “pesarne” la distanza...
E seppur del buon rapporto tra diametro ed il cerchio ogni cosa
dir si possa,
di misurarne di quel numero la fine,
è impresa da Titani,
E nel domani,
Tale arguzia,
Io vi posi.
Eh, il domani...
Il domani è sempre oltre,
è un immobile trascendenza che si oppone al qui e ora...
Si, mi ingannai, ma fu inganno dolce,
Che la fine,
Non venne mai.
E così in ogni donna,
le donne tutte,
E il loro volto uno soltanto...
Che nel diverso frusciar di labbra di quella morbida materia che
sussurra alla mia pelle,
di quell’uno mascherato da molteplici visioni,
di quella pletora di amplessi,
fu come unico dipinto a formar la donna mia su cui giurar come su
libro sacro,
Che fedele io fui a lei e a lei soltanto.
Ma io ho voluto... e voglio andare oltre,
Perché, a parlar di queste cose, è come seguir di un fiume la
corrente e sapere, senza sorpresa, che alla fine il mare giunge.
Ben diverso è il remar di contro fino alla prisca sorgente,
Cimentarsi con i gorghi della politica,
Le profondità della filosofia,
E, alla fine, con le impetuose correnti della storia;
Ed io, allora, come novello Omero a tradurre in lingua quella storia
che fu anche la nostra.
E non fatevi ingannare da quella mia fuga,
che un bel fuggir meglio di maschera, mi travisò il viso.
Ed eccomi, ora, ancora qui,
in questa mia Venezia,
In questo crogiuolo dove il nulla diventa tutto,
Dove il cielo pascola le nubi abbeverandole in quest’acqua
riempita di marmo,
Q u i , o g n i c o s a m i s e m b r a ri f u l g e r e ...
Ma credo che il tediarvi con lunga elegia,
non sia cosa buona se con ciò intendo misurare
la vostra pazienza e cortesia...
Eppure,
Il ricordare,
Come belletto pone sul viso un’altra giovinezza,
Ed il ripeter con memoria fine,
ogni cosa rinnova con misurata certezza.
E allora non abusando oltre del vostro cortese agire,
Io mi presento a voi, Belle Signore e Nobili Signori:
Sono Giacomo Girolamo Casanova.
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LE OPERE
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CASANOVA:
UN PONTE TRA ORIENTE E OCCIDENTE
--- CENNI STORICI ---
Giacomo Girolamo Casanova: avventuriero, scrittore, poeta, diplomatico, ma anche alchimista, grande amatore, gourmet. Uno dei massimi rappresentanti dello stile di vita libertino.
Cittadino della Repubblica di Venezia. Ed è proprio grazie alla storia gastronomica di Venezia, già antecedente alla nascita di Casanova, se possiamo oggi ricostruire e meglio comprendere la panoramica sociale e culturale vissuta dal nostro protagonista nel Settecento, figlia delle numerose contaminazioni orientali. Per secoli infatti, Venezia è stata il cuore pulsante dell'editoria gastronomica.
I primi ricettari (come l'anonimo “Libro per cuoco”, scritto in veneziano arcaico) compaiono già nel trecento e contemplano un largo uso di zucchero e spezie, a testimonianza della già forte influenza musulmana, considerata in quel periodo un modello da imitare per tutta l'Europa.
I cristiani, inoltre, si dimostravano molto affascinati dalla sensualità che i musulmani sapevano attribuire al cibo. La cucina araba era nota per fare un sapiente uso delle spezie: una famiglia del ceto
medio spendeva infatti nell'acquisto di spezie, altrettanto che in carne. Venezia aveva scoperto l'eccitazione che può derivare dalla conquista del superfluo. E fu così che da Bisanzio i veneziani giungevano con stoffe e spezie preziose che poi esportavano ovunque, diffondendo nuovi bisogni e nuovi simboli. I consumi di spezie erano sempre più dettati dal desiderio e dall'immaginario... il loro
prezzo, inaccessibile ai più, era già motivo sufficiente per farne un irrinunciabile oggetto del desiderio.
Si aggiungeva poi quell' onirico elemento legato alla loro provenienza dall'Oriente, terra misteriosa e lontana che nelle raffigurazioni cartografiche del tempo era contigua al Paradiso terrestre: considerati i mondi dell'abbondanza, della felicità e dell'eternità. Nel trecento si diffuse così la vera e propria arte degli spezieri, figure queste ultime che godevano di una reputazione tale da procurare a Venezia la fama di esser la più grande drogheria d'Europa.
Gli spezieri da medicine (considerati in quel periodo dei veri e propri medici) erano concordi nel ritenere che “il calore delle spezie favorisse la digestione dei cibi, la loro cottura nello stomaco”, e per tale motivo le spezie erano utilizzate anche sottoforma di confetti per il fine pasto e prima di coricarsi.
Tuttavia nel Settecento la massiccia influenza della cucina francese, portò ad un rapido declino dei sapori forti, a favore di una ritrovata delicatezza degli aromi. Sebbene abbiamo notizia che lo stesso Casanova non disdegnasse questi cibi più semplici e popolareschi, non possiamo ignorare come le sue pietanze preferite continuassero ad essere sempre esaltate da un pizzico di spezie. A dimostrazione di ciò notiamo infatti come anche nei suoi piatti prediletti, non mancassero mai aromi orientali.
Al primo posto i suoi amati maccheroni, i quali venivano insaporiti (oltre che con un generoso condimento di burro e formaggio) dalle spezie dolci quali cannella e noce moscata, ed una spolverata di pepe di Xerica, una pregiata varietà proveniente dal Madagascar.
Al secondo posto tra le sue preferenze culinarie troviamo poi l'ogliapotrida, anch'essa pietanza esaltata da preziose spezie orientali come la paprika affumicata, i semi di coriandolo e lo zafferano, pestati insieme con una testa d'aglio. Infine ricordiamo la sua sfrenata passione per le ostriche, cibo afrodisiaco per eccellenza, che amava consumare crude e tutt'al più cosparse solo da una manciata di
pepe rigorosamente macinato al momento. Scopriamo così un ulteriore ed inedito aspetto della poliedrica personalità di Casanova, il quale risulta essere testimone (forse inconsapevole) di una importante continuità nella valorizzazione del ruolo delle spezie nella gastronomia veneziana anche quando questo, surclassato dalla novelle cuisine francese, sembrava ormai solo relegato ai margini.
A sigillo di ciò, non possiamo che concludere con una sua celebre citazione, senza alcun dubbio ispirata dalle sue doti di grande amatore quale fu: “Non si dimentichi che l'Amore vuole cibi sostanziosi e caldi, e se ci si ostina a rifiutarglieli, si inaridisce."
" Elena Cesca "
Fonti bibliografiche: Casanova Gourmet – viaggio con un goloso libertino nel secolo dei Lumi. Pierluigi Visintin.
Edizioni Kappa Vu 2010
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per INFO
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